Mensile del Santuario di Chiampo


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Cari amici e lettori della Grotta di Lourdes di Chiampo, pace e bene.
Questo numero della “Grotta di Lourdes” di Chiampo, comprende i mesi di novembre e dicembre. Mesi importanti dal punto di vista liturgico. Novembre, il mese dei Santi e dei Defunti, ci invita ad alzare lo sguardo verso la Santità del Cielo che ci aspetta, la Gerusalemme celeste: è la nostra Pasqua, dopo quella di Gesù in primavera, di Maria in estate. Ora tocca a
noi in autunno, tempo di semina, di bilancio, ma tutto scaturisce dalla Pasqua di Gesù. L’ultima solennità del Tempo Ordinario è quella di Cristo Re, festa che ricapitola tutte le cose e ripone la centralità di Cristo al centro dell’Universo.

Ma Gesù, è ancora al Centro dell’Universo? Se ci guardiamo intorno, pare proprio di no, ci sono molti altri interessi, altre mode, altre convinzioni. Sembra che Gesù non trovi più spazio nel cuore di tanta gente, anche se ovviamente, c’è ancora chi vive per Lui, chi lo ha ritrovato dopo lungo percorso, magari al buio.
Questo tempo di pandemia, di Covid, è un tempo che può aiutarci a cambiare atteggiamento. È un tempo in cui siamo chiamati ad essere più attenti, attenti a tutto ciò che ci sta intorno, attenti alle cose, alle persone, attenti a noi stessi. Dobbiamo essere vigilanti, ed è proprio
l’atteggiamento che il Signore chiede per essere trovato. Dicembre è il mese dell’Avvento e del Natale. Tempi liturgici forti che chiedono attenzione, rispetto, atteggiamento di ricerca. Sono gesti umili, ma necessari. Se vogliamo trovare il Signore Gesù dobbiamo ritornare ai gesti umili,
piccoli, alle semplici attenzioni, come i gesti di Maria: “Lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia”. Gesti semplicissimi, ma ricchi di affetto, di amore, di tenerezza, come dice Papa Francesco nella sua Esortazione apostolica “Evangelii Gaudium”, e continua: “Maria è colei che sa trasformare una grotta per animali nella casa di Gesù, con alcune povere fasce e una montagna di tenerezza”. Quelle poche fasce che Maria aveva portato con sé da Nazareth.

E una volta posto nella mangiatoia, possiamo solo immaginare il silenzio che si è calato su Betlemme, e i volti estasiati di Giuseppe e Maria che guardano, contemplano quel prodigio divino, contemplano in silenzio il Re del mondo, umile e povero.

Cari amici e lettori, credo che Dio, in questo tempo di Coronavirus stia cercando di dirci che se vogliamo stare veramente bene, dobbiamo ritornare a lui, cercarlo continuamente con umiltà e semplicità, come ha fatto San Francesco d’Assisi.

Maria Immacolata, che apre il tempo di Avvento, ci insegni il tempo dell’attesa, e ci insegni ad avvolgere il piccolo Gesù, non con le fasce, ma con tutto l’affetto e l’amore del nostro cuore. Buon cammino di Avvento e Buon Natale.

Buon cammino di preghiera a tutti
Fr. Alfonso Cracco

 


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